giovedì 21 agosto 2008

Il successo d'una "cantastoriata"

Forse poteva essere varamente il fenomeno della stagione estiva e magari lo è stato questo spettacolo, che sicuramente si presenta come genere totalmente nuovo, che abbiamo voluto inserire nella categoria più vasta del Teatro canzone.
"Povira genti nui" in fondo è uno spettacoloche che sta tra la cantastoriata e il cabaret, quello vero, non quello dei barzelletieri, che dopo mezz'ora ti fanno venire la mappazza allo stomaco.
Il cabaret non è quello he vediamo ad Antenna Sicilia; il cabaret è qualcosa di più complicato.
Oggi arrivano i barzellettieri,, arte i tutto rispetto, e si spacciano per cabarettisti. Ma tutti sappiamo che dopo pochii minuti stancano, perchè non fanno un vero e proprio spettacolo, ma qualcosa che gli somiglia.
Noi possiamo dire invece di avere inventato un nuovo genere teatrale, che, tra l'altro, piace anche al pubblico. Abbiamo avuto la capacità di mischiare l'arte dei cantastiorie a quella dei com ici, facendo diventare il nostro spettacolo divertente e piacevole, con la possibilità di dire delle cose importanti e far rifletere il pubblico su uanto andavamo raccontando. I temi sono stati vari, ma sempre calati nel grande argomentoo dell'uono di oggi raffrontato a quello di ieri.
Speriamno di potecii divertire ancora.





































































domenica 30 marzo 2008

Io Cantastorie















Essere Cantastorie non significa appartenere folkloristicamente ad una categoria di dinosauri che ormai si è estinta, ma essere vivi, veraci e forti, perchè il cantastorie, al contrario di quello che tanti pensano, è un elemento importante per la crescita della società.

I Cantastorie oggi hanno una funzione di stimolo e di pungolo, in un mondo in cui la nostra memoria storica va scomparendo, per lasciare spazio a forme sempre più globalizzate, che garantiscano guadagni e introiti alle multinazionali che fabbricano hamburger e patatine.

Solo contando sulla forza della nostra cultura, del nostro primato colturale, solo così possiamo salvarci. Gioberti parlava del primato degli italiani, io insisto sul primato culturale della vecchia europa.

E allora fare il Cantastorie non significa scimmiottare i grandi del passato, ma reinventare un ruolo per questa meravigliosa categoria della cultura mondiale, perchè il Cantastorie, in varie forme, esiste in tutti i popoli del mondo, Africa compresa.

Se un tempo egli serviva per diffondere le storie e le notizie, oggi serve per raccontare la vita di tutti i giorni, che non può essere solo monopolio della telvisione e dei mass media in generale, ma deve essere interpretata e reinterpretata, narrata con gli occhi di uomini che non hanno paura di dire le cose per come sono: i Cantastorie.

Cantastorie è una missione importante, perchè da modo a tutti, particolarmente ai giovani, di comprendere come una forma di espressione possa diffondersi e rinnovarsi nel tempo.

Sono onorato di essere entrato in questo mondo.

Il mio spettacolo attuale s'intitola "Povira genti nui" ed è un insieme di ballate e di racconti, che mettono a confronto la società di oggi e quella d'una volta, soprattutto attraverso l'arma dell'ironia. Ma non solo, in quanto nel programma ci sono anche brani seri.

All'interno del mio viaggio cantato e cuntato ho voluto inserire un importante omaggio al grande Cicciu Busacca, con la realizzazione della giullarata: "Lu gran duellu tra la morti e lu miliardariu"

In questo lavoro c'è anche Sabrina Foti, la mia giovane compagna di viaggio, che narra insieme a me. Sabrina l'ho trovata a dodici anni in un laboratorio teatrale nelle scuole medie e subito ho pensato di portarla con me, in questo splendido mondo del teatro.

Poi ci sono le chitarre, i nostri abiti di scena, le nostre bombette e i nostri cartelloni illustrati che sintetizzano il conenuto delle ballate.

Se volete il nostro lavoro, telefonate allo 0942715051 vi risponderò io.









































Alcuni cartelloni