
Essere Cantastorie non significa appartenere folkloristicamente ad una categoria di dinosauri che ormai si è estinta, ma essere vivi, veraci e forti, perchè il cantastorie, al contrario di quello che tanti pensano, è un elemento importante per la crescita della società.
I Cantastorie oggi hanno una funzione di stimolo e di pungolo, in un mondo in cui la nostra memoria storica va scomparendo, per lasciare spazio a forme sempre più globalizzate, che garantiscano guadagni e introiti alle multinazionali che fabbricano hamburger e patatine.
Solo contando sulla forza della nostra cultura, del nostro primato colturale, solo così possiamo salvarci. Gioberti parlava del primato degli italiani, io insisto sul primato culturale della vecchia europa.
E allora fare il Cantastorie non significa scimmiottare i grandi del passato, ma reinventare un ruolo per questa meravigliosa categoria della cultura mondiale, perchè il Cantastorie, in varie forme, esiste in tutti i popoli del mondo, Africa compresa.
Se un tempo egli serviva per diffondere le storie e le notizie, oggi serve per raccontare la vita di tutti i giorni, che non può essere solo monopolio della telvisione e dei mass media in generale, ma deve essere interpretata e reinterpretata, narrata con gli occhi di uomini che non hanno paura di dire le cose per come sono: i Cantastorie.
Cantastorie è una missione importante, perchè da modo a tutti, particolarmente ai giovani, di comprendere come una forma di espressione possa diffondersi e rinnovarsi nel tempo.
Sono onorato di essere entrato in questo mondo.
Il mio spettacolo attuale s'intitola "Povira genti nui" ed è un insieme di ballate e di racconti, che mettono a confronto la società di oggi e quella d'una volta, soprattutto attraverso l'arma dell'ironia. Ma non solo, in quanto nel programma ci sono anche brani seri.
All'interno del mio viaggio cantato e cuntato ho voluto inserire un importante omaggio al grande Cicciu Busacca, con la realizzazione della giullarata: "Lu gran duellu tra la morti e lu miliardariu"
In questo lavoro c'è anche Sabrina Foti, la mia giovane compagna di viaggio, che narra insieme a me. Sabrina l'ho trovata a dodici anni in un laboratorio teatrale nelle scuole medie e subito ho pensato di portarla con me, in questo splendido mondo del teatro.
Poi ci sono le chitarre, i nostri abiti di scena, le nostre bombette e i nostri cartelloni illustrati che sintetizzano il conenuto delle ballate.







