
giovedì 8 settembre 2011
martedì 8 febbraio 2011
Una giullarata per raccontare la vita

Lo abbiamo sempre sostenuto, noi de La Bottega degli Attori, che l'unico modo per rimanere competitivi sul mercato è quello di riavviare ogni volta, ad ogni spettacolo, un vero e proprio processo di rinnovamente, che, pur conservando il genere proprio, ci deve spingere ad essere sempre una realtà in continua evoluzione, in modo tale che ogni volta lo spettatore venga in qualche modo sorpreso.
Quando abbiamo iniziato col teatro canzone, con la cantastoriata, il primo anno: coraggio da leoni, pensado di affrontare il pubblico, proponendo brani come "Macalda, signura di Scaletta", dodici minuti di racconto d'amore e di eroiche gesta; "Portella delle ginestre" storia vera di un assassinio di mafia; poi c'erano altre cose serie e divertenti. Ma la gente rimaneva lì ad ascoltare, osservando i nostri cartelloni di plastica e il braccio di sabrina Foti, che si rinforzava nella lotta contro il vento, mentre Natalia, ai suoi primi passi, timidamente affrontava le difficoltà macaldesche.
Poi si cresce, si va avanti, arriva altro, e così, passo passo siamo giunti qui, passando per canonici di lignu e pagghiazzi.
Nel frattempo ci siamo fatti "Lo zio leone", "Amleto e i suoi spettri", "Tutta colpa d'un treno", "Cantu e cuntu", "Lu cuntu di Natali" , "La buona Novella" ed altro.
Intanto la compagnia è ricresciuta, ha ripreso a produrre opere più imponenti, mentre il teatro canzone ha accolto Davide Iannino, la chitarra parlante.
Adesso è giunto il momento però di essere vero e proprio teatro di narrazione cantato e recitato, due tempi scenici diversi, due moenti, che ci accostano alla giullarata, parte alla Dario Fo e parte alla Gigi Proietti. Ecco che nasce "Malarazza" storia di omini e di scecchi, una giullarata, divertente, in cui, alla La Fontaine o, se volete alla Esopo, facciamo parlare gli animali per raccontare gli uomini. Allegoria, simbolismo, satira, questi gli ingredienti dello spettacolo, che ha la pretesa di prendere in giro il mondo, osservandolo dall'angolazione di un artista, Carlo Barbera, che magari, potendolo fare, ogni tanto fa un salto all'indietro, perchè sicuramente di questo mondo salverebbe solo internet e il motore a scoppio.
Ed è proprio in questo mondo e in quest'epoca e in questa rivera che Malarazza ha visto la luce e presto vedrà le scene. Il resto lo scoprirete venendo a teatro.
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